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Passo 8: Il parto
 
 
Dopo nove mesi sta finalmente arrivando il momento così tanto atteso: il parto!
Tale evento così naturale e spontaneo porta con sé tanti significati e novità sia di ordine pratico che emotivo e relazionale.
Si tratta di un “rito di passaggio” attraverso il quale ciascun interprete assume una nuova connotazione. La Diade uomo-donna diventa una triade: madre,padre, bambino con tutto un nuovo mondo da scoprire fatto di relazione di sogni, aspettative, desideri, ma anche di cambiamenti profondi e sostanziali. Si comprende quindi come tutto ciò possa far vivere il parto con una vasta gamma di emozioni, più o meno positive.

Il travaglio
Quando la gravidanza ha avuto un decorso fisiologico ed il travaglio insorge spontaneamente, il personale ostetrico ne segue l'andamento, avendo cura di creare un ambiente confortevole e familiare, che coinvolga anche la figura paterna o di una persona di fiducia, per infondere maggiore sicurezza alla mamma. Durante il travaglio le ostetriche hanno l'importante compito di sostenere la madre nel suo sforzo, di infondere tranquillità, di aiutarla a dominare le ansie e le paure e assecondare i tempi naturali e la fisiologia del processo.
 
Il travaglio indotto
in alcuni casi, come una gravidanza che va oltre il termine, complicazioni materne o rottura prematura delle membrane, o se le fasi del travaglio rallentassero molto, questo verrà indotto con l'ausilio di farmaci somministrati sia per via endovenosa che transvaginale o tramite metodiche meccaniche quali il palloncino di Cook e/o amniorexi (rottura provocata delle membrane).
In questo caso il medico affianca l'ostetrica nella gestione dell'evento.
 
Parto per vie naturali.
 
È dimostrato che con il parto vaginale spontaneo si ha:
  • minore perdita ematica;

  • minore dolore dopo la nascita;

  • ripresa più facile dopo il parto;

  • maggiore autostima;

  • migliore relazione con il bambino;

  • minore frequenza di depressione dopo il parto;

  • bambino più calmo;

  • migliore esperienza rispetto all'allattamento;

  • minor frequenza di infezioni dopo il parto sia per la donna che per il bambino

La nascita può avvenire nella stanza del travaglio-parto, assecondando i tempi fisiologici e le posizioni naturali, oppure in sala parto nell'eventualità in cui si renda necessario aiutare la donna nelle ultime fasi di spinta, oppure per accellerare il parto ricorrendo all'episiotomia o raramente all'applicazione della ventosa ostetrica.
Subito dopo la nascita dopo il primo vagito, se non ci sono controindicazioni, il neonato verrà posto sulla pancia della mamma, se lo desidera, e riscaldato in attesa che il cordone smetta di pulsare, segno questo che il collegamento madre-bambino è terminato. Quindi verrà reciso il cordone ombelicale e il neonato sarà affidato alle sollecite cure del neonatologo e del personale del nido.
Appena espletate tutte le procedure necessarie, il neonato resterà accanti ai genitori e la mamma potrà attaccarlo al seno per favorire così l'allattamento.
 
 
Taglio cesareo
Quando il bambino non può o non riesce a nascere per via naturale è necessario ricorrere a un taglio cesareo. Questo potrà essere di “elezione o programmato”, dunque già deciso al termine della gestazione per varie motivazioni quali presentazione podalica, gemellarità, pregressi interventi uterini, placenta inserita in modo da ostruire il passaggio del feto (placenta previa centrale) o rischi
specifici (preeclapsia, HIV positivo, feto molto grosso ecc). In tal caso saranno richiesti esami aggiuntivi, ove necessari, elettrocardiogramma (ECG) e visita anestesiologica.
La paziente si ricovererà la sera prima della data prefissata. In altri casi, la decisione di portare a termine il parto per via cesarea potrà essere presa durante il travaglio, perché le fasi dello stesso non progrediscono correttamente o per sopraggiunte complicazioni che ne indichino “un rapido espletamento”.
Il taglio cesareo è un intervento chirurgico (incisione dell’addome e dell’utero). La durata dell’intervento oscilla mediamente tra 25 e 45 minuti e dipende dalle difficoltà tecniche che si possono incontrare durante l’esecuzione; l’intervento solitamente viene praticato in anestesia spinale/peridurale (che blocca la sensibilità della zona dell’intervento permettendo alla madre di restare sveglia), oppure in anestesia generale. Il taglio cesareo resta comunque un intervento importante e come tale può avere conseguenze come il dolore addominale, la necessità del catetere vescicale, il risentimento a livello intestinale, una convalescenza di circa 15 giorni ed una degenza di circa 5 giorni.
Del resto come tutti gli interventi ci possono essere delle complicazioni più o meno gravi che vanno dalla perdita ematica eccessiva e che necessita di trasfusioni, a problemi di coagulazione fino alla necessità, nei casi più gravi, di dover re-intervenire o addirittura all’asportazione dell’utero.
Il tasso di complicazioni è per fortuna basso e risulterà più elevato nei casi di: intervento ripetuto – concomitanti patologie materno-fetali (esempio distacco di placenta o gestosi) – presenza di fibromi uterini-anomalie dell’impianto placentare (esempio placenta previa ).
Nonostante il miglioramento delle tecniche chirurgiche e di supporto, il parto spontaneo vaginale è sempre stato più sicuro per la mamma ed è così anche oggi, mentre non cambia sostanzialmente la prognosi fetale.
 

Manovre ostetriche
Quando ci sia la necessità di accelerare il parto potranno essere messe in atto manovre specifiche quali:
  • episiotomia: incisione del perineo per evirare lacerazioni dei tessuti che porterebbero a cicatrizzazioni fastidiose o dolorose;

  • applicazione di ventosa ostetrica: coppetta che si applica sotto vuoto alla testa del bimbo consentendo una adeguata trazione;

Complicazioni del parto

In alcuni casi ci potrebbero essere delle complicazioni anche dopo il parto per via vaginale e che richiedono l’intervento medico come:
  • ritenzione della placenta che dovrà essere rimossa manualmente;

  • emorragia;

  • lacerazioni del canale del parto e degli organi vicini e che necessiteranno di intervento.

 Vedi anche:

Posizioni in travaglio e parto

Un parto senza dolore

Quando andare in ospedale?

La valigia

Rooming in

Dimissione

Denuncia di nascita e iscrizione al pediatra di famiglia

Allattamento

Banca del latte

 
 
 
 
 
 
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